Su internet vi sono moltissimi materiali, testi e foto che comprovano ciò che è scritto qui sotto
La questione è: l’uomo ha davvero “conquistato” la
luna oppure l’America è riuscita e riesce tutt’ora a “prendere in giro”
l’ingenuità del mondo intero attraverso un filmato fasullo?
Dare una risposta a questo quesito non è possibile, ma qui di seguito riportiamo
alcune prove che attesterebbero come la missione di apollo 11 non sia un evento
straordinario ma.. una bufala.
"Quando Armstrong scese giù da quella scaletta
proclamando che si trattava solo di un piccolo passo per lui ma di un grande
passo per l'umanità, stava in realtà posando il piede su un solido palcoscenico
coperto di polvere all'interno di un segretissimo studio televisivo nel deserto
del Nevada.
I "dottori" della Nasa falsificarono
completamente l'atterraggio dell'uomo sulla luna.
Più precisamente, falsificarono tutti e sei gli atterraggi sulla luna spendendo
circa 25 miliardi di dollari per dimostrare al mondo che i Russi non potevano
competere con gli Stati Uniti nel campo delle esplorazioni spaziali"
(tratto da: http://www.astrofilitrentini.it/notiz/not15/luna.html).
Ecco alcune di quelle che sono definite essere delle
prove:
1) Senza una protezione di due metri di spessore gli astronauti sarebbero
bruciati a causa delle radiazioni presenti sulla luna
2) Nelle fotografie non appare mai un cielo stellato
3) In una fotografia l'astronauta ha la propria ombra, la bandiera.
4) la macchina fotografica usata dagli astronauti non era protetta e
avrebbe dovuto fondersi vista l'alta temperatura sulla luna (250° F)
5).Le ombre presenti nelle fotografie divergono: l’unica spiegazione è che
sono state usate delle luci artificiali poiché il sole non potrebbe che creare
ombre parallele
6) La bandiera statunitense si muove come mossa dal vento (ma sulla luna
non ne soffia alcuno...); 7) La navetta spaziale atterra senza alzare
alcuna nuvola di polvere e i suoi “piedi” risultano essere fin troppo puliti e
privi di polvere per rendere credibile l’allunaggio;
8) ... (alcuni siti consultati: http://web.dsc.unibo.it/~lenci/ig/curiosit.html
; http://www.marcostefanelli.com/luna/foto.htm)
E prima di concludere.. nel 2002 iniziò a “girare” sul
web un filmato creato dal regista Adam Stewart, il quale con grande maestria
riuscì a mettere in scena un filmato che rendeva credibile una scena in cui
Armstrong, una volta sceso dalla navicella spaziale, veniva colpito dalle luci
della sceneggiatura montata per girare il falso allunaggio! Ovviamente questo è
solo un montaggio, è vero.. ma i filmati della NASA cosa sono?
Siamo sicuri
che l'uomo sia veramente andato sulla luna?
E che la missione lunare non sia stata una truffa
della NASA da 30 miliardi di dollari perpetrata per mezzo degli ultimi
ritrovati tecnologici, delle più spinte conoscenze delle telecomunicazioni e
dei migliori effetti cinematografici?
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Il 25 maggio 1961, l'allora presidente degli usa, John Fitzgerald Kennedy
annunciò pubblicamente che «lanciare un uomo sulla luna, facendolo ritornare
salvo sulla Terra, prima che finisca questo decennio è l'obiettivo principale
degli Stati Uniti» e ciò per inculcare orgoglio negli americani nei confronti
del resto del mondo.
Fu l'inizio
della corsa alla conquista della luna.
Alla NASA
ebbero un sacco di buone ragioni per costruire la missione lunare, piuttosto
che semplicemente ammettere che una passeggiatina lunare sarebbe rimasta
materia di un racconto di fantascienza.
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Continuarono a
portare avanti il progetto Apollo durante gli anni Sessanta, ma la loro
"riserva" fu l'Apollo Simulation Project (ASP).
Quando capirono - grazie a studi scientifici fatti dai sovietici già nel '59 -
di non avere la tecnologia necessaria per realizzare la promessa di Kennedy
giacché la fine del decennio era prossima, la scelta di dar corso all'ASP fu
praticamente obbligata.
Molte persone pensano che la NASA creò una simulazione quasi perfetta,
d'accordo col vecchio adagio che in una guerra la verità è la prima vittima.
Secondo questa teoria, la Guerra Fredda - allora al suo apogeo - non fu,
l'eccezione.
Invece, la Guerra Fredda era già finita da parecchi anni ed era durata molto
meno: dalla bomba atomica su Hiroshima nell'agosto 1945 alla prima esplosione
atomica sperimentale fatta dai sovietici qualche anno dopo.
Hiroshima non fu il passo decisivo per la fine della Seconda Guerra mondiale
come scrivono gli storici fessi, ma il primo atto della Guerra Fredda (il secondo
sarebbe stato la Cortina di ferro).
Poiché gli USA si resero conto di non essere più i soli a possedere armi
atomiche, capirono di non poter conquistare il mondo in tempi brevi e quindi
cercarono e trovarono un'alleanza con l'URSS per spartirsi l'Europa e le
ex-colonie europee, processo ancora in corso come evidenzia la guerra
franco-americana per il controllo delle risorse minerarie nel Congo/Zaire.
Probabilmente gli USA svilupparono la tecnologia spaziale in cooperazione con
l'URSS o comunque non la tennero all'oscuro.
In
"Diamonds Are Forever" (1971), James Bond s'imbatte accidentalmente
in un set cinematografico pieno di rocce su un fondale lunare e con un veicolo
che assomiglia all'Eagle.
Alcuni uomini in tuta spaziale si muovono lentamente come simulando una debole
gravità. Bond fugge da un tipo che gli da la caccia, ma l'agente 007 sale sul
modulo lunare e scappa.
La scena non viene né ripresa né spiegata. Qualche anno fa, si viene a sapere
che i russi analizzavano meticolosamente i filmati di 007 forse perché in
questi films vi erano messaggi diretti a loro; effettivamente l'anno scorso
viene fuori la notizia che alla lavorazione partecipavano apparati dello Stato.
Poiché, come
abbiamo già detto, divenne evidente che la missione lunare risultava
impossibile, la NASA diede corso all'Apollo Simulation Project, montato per il
giubilo del popolo americano provato dalla guerra in Vietnam e dal movimento
del Sessantotto.
L'ASP fu architettato per prendere miliardi di dollari in sovvenzioni e
proseguire coi progetti spaziali reali, e fu accettato dal establishment degli
Stati Uniti come colpo propagandista per riaccendere il sentimento nazionalista
messo in quel periodo a dura prova. La messinscena non fu fatta quindi contro
l'URSS ma contro il proletariato americano.
Già alla fine
degli anni Cinquanta, con i primissimi Sputnik, l'ingegnere napoletano Amadeo
Bordiga - leader del Partito comunista d'Italia fino al 1930 e principale
animatore della scissione di Livorno del 1921 - si avventurò in questo campo
negando, per mezzo di calcoli matematici, che un "proietto" qualunque
- per quanto forte e lontano lo si voglia sparare - possa seriamente e
lecitamente sfuggire alla «terrestre gravità».
Per lui, erano «cifre e cifrette» oggettive, ma forse temeva che dopo le note
vicende terrestri, già abbastanza trucide, gli umani si apprestassero a
«impestare pure lo spazio cosmico».
Gli articoli apparsi su «il programma comunista» dal 1957 al 1967 hanno titoli
inequivocabili, eccone qualche esempio: "Vera emulazione spaziale",
"Cronache della conquista ciarlatanesca degli spazi", "Balle di
alta precisione", "Echo e i programmi fasulli",
"Micrometrici passi radiali alla conquista del cosmo", "Follia
spaziale in liquidazione", "Tre colpi pubblicitari astrali",
"Niente allunaggio morbido, solo allunaggio bluffistico".
Ma questa è una storia interessante e articolata che meriterebbe un capitolo a
parte.
La tecnologia
usata dall'Apollo 11 per volare verso la luna era estremamente primitiva e il
"computer" di bordo aveva meno memoria di una moderna lavatrice.
Non esisteva nel 1969 una tecnologia in grado di svolgere la missione! Infatti,
senza dare alcuna spiegazione, smisero di effettuare le missioni lunari
nonostante avrebbero potuto sfruttare le immense risorse geologiche del nostro
satellite.
Adesso viene effettuata una spedizione su Marte, perché una missione lunare
sarebbe più facilmente verificabile dalle apparecchiature scientifiche e dai
satelliti di altri Paesi.
La voce dalla
base di Houston non tradiva alcuna emozione nonostante gli americani non si
siano mai distinti per il fair play e ciò che stava accadendo non era certo
un'operazione usuale, quella degli astronauti è piena di frasi tipo «good
show», «fantastic» e le comunicazioni tra gli astronauti e la sala di controllo
poi, sembrano per lo più lette da un accurato copione.
La NASA potrebbe aver effettuato una ricostruzione più o meno fedele della
superficie lunare, in base alle foto effettuate dalle sonde spaziali prima del
1969 ed è risaputo che compiva le sue prove di "allunaggio" in un
hangar che ricreava fedelmente la superficie lunare.
Chiaramente è riuscita a spedire sulla superficie lunare attrezzature di
ricerca in diverse occasioni ma in nessun caso mai con uomini a bordo.
Infatti le ultime ricerche scientifiche nel campo aerospaziale e medico provano
che è necessario avere una barriera protettiva dello spessore di almeno due
metri, per prevenire una "cottura" dell'uomo nello spazio.
Qualunque astrofisico non ha nessuna difficoltà a disporre oggi di tutti i dati
necessari a provarlo e diversi studi sono diventati accessibili a chiunque.
Gli astronauti
durante la permanenza nella navicella Apollo - e ancor più durante la
passeggiata lunare - avrebbero dovuto quindi morire "rosolati" dalle
radiazioni cosmiche e solari.
Non a caso gli studi sovietici nel campo erano più avanzati ed essi non
mandarono più esseri umani nello spazio. Quando gli americani ebbero tra le
mani questi studi si rassegnarono anch'essi.
A tutt'oggi non
c'è alcuna prova che possa documentare l'allunaggio!
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Il
settantacinquenne William Kaysing che ha lavorato dal '57 al '63 come
direttore delle pubblicazioni tecniche per il Rocketdyne Research Department
(fornitore delle macchine per il progetto spaziale Apollo) non ha dubbi: «La
NASA non poteva realizzare il progetto Apollo e i suoi dirigenti lo sapevano:
alla fine degli anni Cinquanta quando lavoravo al Rocketdyne, fecero uno
studio sulla possibilità di mandare uomini sulla luna.
La percentuale di successo risultò all'incirca 0,0017 per cento: praticamente
senza speranza. Che la NASA fu amministrata in malo modo è ben documentato ed
è molto più che inverosimile che sia passata da una situazione disastrosa a
un successo totale: ciò è semplicemente contro ogni logica.
La NASA e Rocketdyne erano semplicemente alla ricerca di denaro; ho lavorato
nel settore aerospaziale abbastanza a lungo per sapere che quello era il loro
obiettivo principale.
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Il paesaggio
con le rocce lunari fu costruito in un loro laboratorio geologico, mentre il
falso metraggio fu girato al Norton Air Force Base di San Bernardino.
Avevano un set di apparecchiature, ognuna delle quali migliore di quelle di
tutti gli studi cinematografici di Hollywood», spiega Kaysing, aggiungendo che
«la persona incaricata fu nientemeno che il solitario Stanley Kubrick che aveva
accesso a tutto».
Nel 1968, Stanley Kubrick fu segretamente contattato da ufficiali della nasa,
rimasti colpiti da 2001: Odissea nello spazio e che gli presentarono un'offerta
redditizia per "dirigere" le prime tre missioni lunari.
Inizialmente Kubrick declinò l'invito, ma la NASA minacciò di rendere pubblico
il coinvolgimento del giovane fratello Raul, col Partito Comunista.
Ciò potrebbe esser stato di un imbarazzo intollerabile per Kubrick,
specialmente dopo la realizzazione de "Il Dottor Stranamore".
Con un team per gli effetti speciali capeggiato da Douglas Trumbull,
"creò" la prima e la seconda missione lunare in un edificio speciale
di Huntsville, nell'Alabama.
Per simulare la gravità lunare usò gru a ponti idraulici e sottilissimi cavi.
In seguito si rifiutò di dirigere "Apollo 13" poiché gli ufficiali
della nasa rifiutarono la sua sceneggiatura in cui la missione fallisce
drammaticamente sostenendo che essa avrebbe potuto mettere a repentaglio
l'immagine dell'Agenzia.
Ironicamente, qualche tempo dopo l'abbandono di Kubrick, decise di usare lo
scenario della missione fallita, per cui fu arruolato Randall Cunningham,
regista inglese poco conosciuto ma molto rispettato.
È ben conosciuto l'interesse di Kubrick verso la matematica teorica e in quel
periodo si occupò di meccanica orbitale, consultando frequentemente Werner von
Braun che curiosamente all'epoca viveva anch'egli a Huntsville.
Dopo alcuni incontri, Kubrick inavvertitamente ottenne un'elegante soluzione al
problema della "libera traiettoria di ritorno", problema che aveva
assillato la NASA nel completare una missione lunare "reale", ma
questa arrivò troppo tardi in mano agli ingegneri della NASA per essere
praticabile.
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Ipotesi o
realtà?
Fu molto
facile organizzare tutta la messinscena perché la Nasa aveva un controllo
totale su ogni avvenimento e tutto avvenne sotto stretto controllo militare.
Probabilmente,
il razzo Saturn V con gli astronauti Armstrong, Aldrin e Collins a bordo,
partì regolarmente ma, appena furono fuori dallo sguardo del pubblico,
l'astronave si diresse verso il polo sud, espulse l'equipaggio e si schiantò
nell'Oceano.
Nel
frattempo, gli astronauti e gli uomini del Controllo della missione furono
portati da parte in un corso meticolosamente progettato per ingannare il
pubblico facendogli credere del viaggio sulla luna.
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Dopo la
spettacolare "missione lunare", l'equipaggio e il modulo di comando
furono caricati su un aereo militare da trasporto e gettati nel Pacifico per
le operazioni di "recupero".
Un'altra
ipotesi è che rimasero in orbita terrestre fino al rientro nell'atmosfera per
finire con un perfetto ammaraggio nel Pacifico.
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L'ultima
ipotesi è che non salirono neppure alla partenza e la navicella caduta in mare
era vuota. Dopo il rientro, gli astronauti furono messi in isolamento con
l'incredibile scusa di non contagiare con i germi lunari!
In realtà questa quarantena forzata fu necessaria affinché essi raccontassero a
freddo la storia per essere meglio credibili.
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Successivamente
agli astronauti e ad alcuni tecnici fu fatto un lavaggio del cervello e
furono sottoposti ad ipnosi per garantire la loro cooperazione nella truffa.
Il fatto che
Aldrin sia diventato un alcoolizzato e che Armstrong è parecchio tempo che
non parla più dell'avventura Apollo è un fatto che dovrebbe comunque
insospettire (ha rilasciato solo 3 interviste!), tanto più che dovrebbe
essere considerato un "eroe" americano con tutto ciò che ne
consegue.
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Poche persone
tra coloro che lavorarono al progetto Apollo seppero della truffa e furono
informati solamente di ciò che gli avrebbe permesso di operare.
Una tantum, promozioni, e/o velate minacce potrebbero aver assicurato il
silenzio di coloro che erano a conoscenza dell'intero progetto.
Non è un caso se tre alti dirigenti (leading investigators) della nasa
abbandonarono il progetto Apollo il giorno stesso del "ritorno"
dell'equipaggio dell'Apollo 11.
Finora la truffa era soltanto un'ipotesi, mancava ancora la certezza
dell'imbroglio. La prova decisiva e sorprendente la si trova analizzando -
fotogramma per fotogramma - i filmati che vengono presentati come girati sulla
luna: le ombre divergono!
Questo ha una sola spiegazione: le ombre del L.E.M., degli astronauti e della
bandiera non sono prodotte dal sole, che crea ombre tutte parallele, ma da una
luce artificiale, da un bel lampadone cinematografico.
Questa è una prova che può fare chiunque analizzando i filmati
"lunari". Prendete ad esempio l'ombra di Armstrong che passeggia,
analizzate il primo e l'ultimo fotogramma e calcolate a che distanza era la
potente luce usata e quante luci hanno usato nel più bel film di fantescienza
mai realizzato.